Parodontologia

La parodontologia è quella branca dell’odontoiatria che si occupa di curare la malattia parodontale

Che cos’è la malattia paradontale?
La malattia parodontale è un’infezione cronica, di origine batterica, dei tessuti che tengono ancorati i denti in bocca, gengiva, legamento parodontale e osso alveolare. La gengiva ha uno scopo protettivo dell’osso sottostante e agisce come una barriera, l’alveolo osseo è la sede in cui alloggia la radice del dente, il livello dell’osso è proporzionale alla stabilità del dente.
La malattia parodontale o parodontite (volgarmente definita anche piorrea) inizia con una infiammazione della gengiva marginale, la gengivite,  causata dagli accumuli della placca batterica nel solco gengivale ( poltiglia adesiva costituita da cibo in disfacimento e accumuli batterici). La gengivite si manifesta con infiammazione e sanguinamento, è una patologia reversibile mediante la pulizia professionale e l’ impegno ad una attenta igiene da parte del paziente.

placca batterica

Che cos’è il tartaro?
La placca batterica, se non rimossa, con il tempo calcifica con i sali di calcio presenti nella saliva e si trasforma in tartaro, un deposito duro che lo spazzolino non è più in grado di rimuovere, a quel punto si rende necessario l’intervento del dentista o dell’igienista dentale che con ultrasuoni e falcetti levigano le radici.

LE CAUSE DELLA MALATTIA PARODONTALE

Placca batterica nel solco gengivale, la maggior parte dei batteri sono Gram-

Fumo: il fumo aumenta da 2,5 a 7,3 volte il rischio per la malattia parodontale, la risposta alle terapie nei fumatori è ridotta e aumenta notevolmente il rischio di insuccesso impiantare.

Genetica: una predisposizione ereditaria in presenza di altri fattori di rischio peggiora senz’altro la prognosi.

Diabete: il diabete soprattutto se non ben controllato è un importante fattore di rischio per la malattia parodontale, il paziente diabetico ha una maggiore suscettibilità alle infezioni del cavo orale, compresa la malattia parodontale che si manifesta con maggiore frequenza e maggiore severità.

È assodato dalla ricerca che esiste una stretta correlazione tra igiene orale, malattia parodontale, fumo, malattie sistemiche (quali aterosclerosi, ictus, diabete) e stile di vita

Malattia parodontale salute generale

Il fumo è un importante fattore di rischio
Il fumo aumenta da 2,5 a 7,3 volte il rischio per la malattia parodontale, ne rende rapida la progressione, la risposta alle terapie nei fumatori è ridotta e aumenta notevolmente il rischio di insuccesso implantare.

Malattia parodontale grave che ha provocato un riassorbimento osseo e perdita di stabilità

Espressione del riassorbimento della cresta ossea sono le tasche parodontali che si misurano con una sonda millimetrata, sono considerate patologiche le tasche superiori a 4.5 mm

Malattia parodontale grave che ha provocato migrazione dei denti e perdita di stabilità

La malattia parodontale è curabile e come?
Se diagnosticata nelle sue fasi iniziali la malattia parodontale è reversibile e facilmente curabile rimuovendo le cause ( batteri e tartaro) e istruendo il paziente ad una attenta e scrupolosa opera di igiene orale quotidiana e nell’astensione dal fumo, quando invece ha provocato una grave perdita di attacco in molte sedi la terapia è decisamente più complessa e articolata.
Devono essere corrette quelle situazioni che favoriscono il ristagno di placca come le otturazioni e le corone debordanti e gli spazi determinati dai punti di contatto mancanti fra un dente e l’altro che fanno imitare e trattengono il cibo.

Drastico cambiamento della situazione dopo pulizia da parte dell’igienista, motivazione ad una migliore igiene quotidiana e correzione della situazione protesica con delle corone provvisorie, si osserva ancora una modesta infiammazione che va corretta in attesa della protesizzazione finale.

La terapia della parodontopatia avanzata è piuttosto varia e diversa a seconda della situazione clinica.
Un tipo di intervento consiste nell’eliminare chirurgicamente le profonde tasche che si sono formate, nel cui interno in ambiente caldo umido i batteri proliferano, al fine di ricreare una situazione anatomica favorevole all’eliminazione della placca con lo spazzolino.
Quando esistono le condizioni anatomiche idonee (perdita ossea circoscritta) si ricorre alla parodontologia ricostruttiva che permette di ricostruire l’osso perduto con l’aiuto di innesti di biomateriali rigenerativi.
Qualora la situazione clinica è molto grave con perdita ossea severa diagnosticata mediante le radiografie e gli elementi dentali hanno una mobilità importante, la terapia purtroppo è quella estrattiva e gli elementi mancanti possono essere sostituiti o da ponti fissi ancorati agli altri denti o da impianti osteointegrati o da protesi rimovibili.

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